Il nome Aradeo deriverebbe secondo Giacomo Arditi dai termini latini ara - arae che significa altare e Deus - dei che significa Dio.
Una seconda ipotesi è quella di Gerhard Rohlfs, secondo il quale il termine deriverebbe da un nome che significa dominio di Aratos, antico nome di persona. L'ipotesi più recente, quella cioè formulata dal Professore Gino Pisanò, fa derivare il nome Aradeo dal greco Charadreon che significa luogo solcato da torrenti. Quest'ultima ipotesi è avvalorata dalla presenza nel territorio di numerosi torrenti sotterranei dovuti alla carsicità del terreno. "Pisanò trovò e tradusse due pergamene, una del 1149 l'altra di poco posteriore, che rilevano in modo inconfutabile la grecità bizantina di Aradeo. In esse sono indicati nomi greci di preti e di chiese. Tra gli altri, è citato il famoso poeta bizantino Droso di Aradeo i cui manoscritti sono stati trovati a Parigi e recentemente divulgati (stralcio di un articolo pubblicato dal Quotidiano di Puglia)."
| LA STORIA DEL SALENTO |
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Il Salento, la più antica delle terre pugliesi, di certo la più tenacemente ancorata ai ritmi ancestrali della sua civiltà; un mondo spirituale complesso sin dalle origini, come testimoniano gli arcani simbolismi geometrici, umani e solari, le scene di caccia e di vita quotidiana delle antichissime pitture parietali rinvenute nelle grotte marine della "Zinzulusa", "Romanelli", del "Cavallo", di Porto Badisco. E' quella che un tempo veniva chiamata Terra d'Otranto, un insieme unitario anche se disomogeneo, culturalmente e linguisticamente più greco che latino, dove poche opulente cittadine, come Otranto, Gallipoli, Nardò, Galatina, spiccano su una miriade di piccoli centri abitati, nella maggior parte dei casi arretrati rispetto alla costa perennemente minacciata. Cuore aristocratico e pulsante è Lecce, una realtà colta creata dalla classe dirigente arricchitasi con la terra. In prossimità del mare Adriatico, a Porto Badisco, è stato ritrovato un segno importantissimo per la storia del Salento. Alcune decine di anni or sono, quasi per caso, è stata individuata una grotta naturale, la Grotta dei Cervi, di origine carsica che era stata rifugio dell'uomo preistorico nel Salento durante il periodo Neolitico. Il Salento è la regione più orientale d'Italia, è una terra di frontiera. Anche la sua storia ne è testimonianza sin dalle origini: la storia del Salento ha sempre incontrato quella dell'Oriente, fin dai tempi in cui la leggenda vuole che siano stati i Cretesi a fondare Lecce. E questo grazie anche al Mediterraneo, mare di estrema importanza per l'incontro di civiltà che su di esso si affacciavano. Nell'età dei Bronzo la penisola salentina fu abitata da popolazioni indoeuropee giunte fino al sud attraversando le Alpi e proseguendo lungo la dorsale adriatica. Le decine di dolmen e di menhir che si trovano nel basso Salento sono una testimonianza di questo periodo, pur trattandosi solo di una piccola parte sopravvissuta a tante demolizioni. I primi a stanziarsi in questa terra, attorno al V sec. a.C., furono i Messapi, dediti all'agricoltura, all'allevamento dei cavalli ed alla lavorazione della ceramica. Queste popolazioni diedero un determinante impulso alla nascita delle città, che a quell'epoca si distinsero per la presenza di monumentali cinte murarie. Ma già neil'VIII sec. a.C. coloni greci avevano fondato, lungo la costa città come Gallipoli, Otranto, Taranto che sarebbero diventate i punti di riferimento della Magna Grecia, piccole capitali più prestigiose di quelle della madre patria. Nell'area a Sud di Lecce esiste ancor oggi una sorta di "isola linguistica" e culturale dove ancora si parla il greco, anzi, il griko. L'area elienofona della Grecìa Salentina comprende nove Comuni (Calimera, Castrignano dei Greci, Corigliano d'Otranto, Martano, Martignano, Melpignano, Soleto, Sternatia, Zollino), ma anticamente occupava tutta la fascia che si estende, ad arco, da Gallipoli ad Otranto. In quest'area l'impronta greca è presente nell'architettura, nella musica popolare, nella gastronomia. Gli elementi greci, fusi con quelli salentini, hanno consentito uno sviluppo culturale autonomo, del tutto originale. Dopo la guerra tarantina, il Salento diventò provincia romana dal punto di vista amministrativo, ma non culturale. I Romani sfruttarono la sua posizione strategica ramificando le rete viaria proveniente dall'Urbe, facendo di Brindisi il capolinea dell'Appia e della Traiana e costruendovi porti come a San Cataldo e a Roca. I contatti con la sponda balcanica furono intensi sino alle invasioni di Goti, Longobardi e Bizantini. Questi ultimi esercitarono per lunghi secoli il loro dominio, lasciando in queste terre un'impronta più indelebile che altrove. La lenta, ma costante penetrazione della Chiesa d'oriente ne caratterizzò la vita religiosa, dapprima attraverso l'arrivo di individui isolati in fuga dalle persecuzioni religiose o politiche, più tardi col diffondersi del monachesimo, in particolare quello ispirato a San Basilio. I Basiliani istituirono ovunque cenobi, raccogliendo intorno ad essi la popolazione divisa tra preghiera e lavoro dei campi. Altro capitolo importante è quello che vede il Salento al centro delle mire espansionistiche dei Turchi. Un avvenimento tristemente memorabile è quello che coinvolse Otranto, nel 1480 attaccata e saccheggiata da una poderosa flotta comandata da Acmet Pascià, la cui resistenza venne punita con l'uccisione di ottocento abitanti. Fu questo uno degli episodi che diede l'avwio alla costruzione delle torri di guardia sotto gli Spagnoli. Realizzate a partire dal '500, sotto il regno di Carlo V, le torri costiere costituivano un sistema di avvistamento che consentiva di approntare difese di emergenza in occasione di incursioni dal mare. Queste torri sono tuttora visibili lungo gran parte della costa pugliese ed il Salento, in particolare, conserva in buona parte integra la struttura delle costruzioni. Nello stesso periodo, Lecce divenne una delle città più belle ed importanti del periodo, seconda solo a Napoli come cuore pulsante delle attività culturali ed artistiche che, oltre ad attirare nobili e studiosi, diedero impulso alla definizione del suo volto barocco coinvolgendo anche l'immediato entroterra ed irradiando su una più vasta arca la grazia, l'armonia ma anche la forza dirompente e "bizzarra" del nuovo gusto. Favorito dal morbido, duttile calcare leccese (la "PIETRA LECCESE"), il barocco impreziosisce edifici civili e religiosi. Lecce e tutto il Salento si riempirono di putti, grifi, trabeazioni elaborate, balaustre ardite, realizzati nel marmo dei poveri. Nella Grecìa Salentina, Corigliano d'Otranto, Melpignano, Soleto costituiscono l'esempio più ricco di tale espressione d'arte. Una gara ad uno splendore sempre crescente nella quale si distinse il vescovo Pappacoda, al quale si devono alcuni fra i più insigni edifici. Sorsero in questo periodo accademie e si diffusero gli ordini religiosi, promotori di iniziative culturali al passo con i tempi. |
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Per approfondire, vedi Geografia della Puglia. |
Il territorio del comune di Aradeo si estende per 8,51 km² nella parte centro-meridionale della penisola salentina. Sorge ai piedi delle modeste alture delleserre salentine a 78 m s.l.m. e presenta
un morfologia pianeggiante.
Confina a nord con il comune di Galatina, ad est con il comune di Cutrofiano, a sud con il comune di Neviano, a ovest con il comune
di Seclì.
L'agro aradeino è coltivato prevalentemente ad uliveti e vigneti, con i quali si producono ottimi olii e vini. Il clima è mite in inverno, caldo e afoso in estate.
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Per approfondire, vedi Clima della Puglia e Stazione meteorologica di Lecce Galatina. |
Dal punto di vista meteorologico Aradeo rientra nel territorio del basso Salento che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai
+9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25,1 °C. Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai 676 mm, presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno.
Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle Serre Salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da Sud-Est,
favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisola[4].
| Aradeo | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 12,4 | 13,0 | 14,8 | 18,1 | 22,6 | 27,0 | 29,8 | 30,0 | 26,4 | 21,7 | 17,4 | 14,1 | 13,2 | 18,5 | 28,9 | 21,8 | 20,6 |
| T. min. media (°C) | 5,6 | 5,8 | 7,3 | 9,6 | 13,3 | 17,2 | 19,8 | 20,1 | 17,4 | 13,7 | 10,1 | 7,3 | 6,2 | 10,1 | 19 | 13,7 | 12,3 |
| Precipitazioni (mm) | 80 | 60 | 70 | 40 | 29 | 21 | 14 | 21 | 53 | 96 | 109 | 83 | 223 | 139 | 56 | 258 | 676 |
| Umidità relativa (%) | 79,0 | 78,9 | 78,6 | 77,8 | 75,7 | 71,1 | 68,4 | 70,2 | 75,4 | 79,3 | 80,8 | 80,4 | 79,4 | 77,4 | 69,9 | 78,5 | 76,3 |
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Per approfondire, vedi Storia del Salento e Storia della Puglia. |
Il centro di origine greco-bizantina, ebbe origine nel IX secolo. Successivamente fu soggetto al dominio romano. Dopo il dominio di Tancredi di Lecce il normanno, Aradeo fu concessa in feudo alla famiglia Montefusco, dal quale passò dapprima agli Orsini del Balzo e in seguito sotto il controllo del monastero di Santa Caterina d'Alessandria di Galatina.
Il nome Aradeo deriverebbe secondo Giacomo Arditi dai termini latini ara - arae che significa altare e Deus - dei che significa Dio.
Una seconda ipotesi è quella di Gerhard Rohlfs, secondo il quale il termine deriverebbe da un nome che significa dominio di Aratos, antico nome di persona. L'ipotesi più recente, quella cioè formulata dal Professore Gino Pisanò, fa derivare il nome Aradeo dal greco Charadreon che significa luogo solcato da torrenti. Quest'ultima ipotesi è avvalorata dalla presenza nel territorio di numerosi torrenti sotterranei dovuti alla carsicità del terreno. "Pisanò trovò e tradusse due pergamene, una del 1149 l'altra di poco posteriore, che rilevano in modo inconfutabile la grecità bizantina di Aradeo. In esse sono indicati nomi greci di preti e di chiese. Tra gli altri, è citato il famoso poeta bizantino Droso di Aradeo i cui manoscritti sono stati trovati a Parigi e recentemente divulgati (stralcio di un articolo pubblicato dal Quotidiano di Puglia)."
Descrizione araldica dello stemma:
| « D'azzurro, all'altare di marmo variegato, sostenente un calice d'argento sormontato da un'ostia ed accostato da due candelieri d'argento con cero acceso, pure al naturale. » |
| (D.P.C.M. 27 dicembre 1963) |
Simbolicamente significa: l'altare, il paradiso dei credenti sulla terra; il calice, rappresenta la religione e la vita cristiana; i candelabri, lo splendore della santità.
La Chiesa dell'Annunziata, riedificata nel XVIII secolo, sorge sulle fondamenta di un edificio preesistente risalente alla prima metà del 1400 e di cui resta il pregiatissimo altare maggiore del 1570.
La costruzione, a pianta rettangolare, con un semplice prospetto tardo barocco con paraste e timpano di coronamento, più volte, nel corso dei secoli, è stata interessata da crolli, ampliamenti e restauri come si evince dalle fonti storiche dal XVI al XIX secolo; tra l'altro sul finire del Settecento la chiesa subì un crollo totale dovuto alla forte umidità di risalita, che fino ai recenti restauri, ha sempre interessato le murature portanti della struttura. Ricostruita ed ampliata dopo il crollo, vide concludere i lavori intorno al 1800. Della costruzione originaria solo l'altare maggiore non subì danni. Si tratta di un'opera scolpita inpietra leccese del 1570 di grande pregio per la fattura e per la composizione degli elementi figurativi, caratterizzata da colonne tortili e da un festone.
Nel 1850 la Confraternita che vi era allocata si dotò di un nuovo progetto per la ristrutturazione della chiesa: servivano infatti opere di rinforzo alle fondazioni sulle quali insistevano ormai ampliamenti e ricostruzioni spesso arbitrarie. L'interno, a pianta rettangolare, custodisce due altari laterali realizzati nel 1873, una statua di San Rocco e diversi dipinti raffiguranti la Deposizione di Gesù e gli apostoli Andrea e Giovanni. Nel 1879 venne edificato l'attuale presbiterio coperto con una cupola a base circolare.
La piccola cappella di San Nicola di Myra, venne costruita tra il XVI e il XVII secolo per grazia ricevuta. È possibile paragonarla a un'edicola votiva in quanto è priva di porta. Presenta una copertura a botte e un affresco raffigurante il Santo.
La colonna di San Giovanni Battista, interamente costruita in pietra leccese, venne eretta nel 1658 da Frà Giovanni da Napoli, unico monaco Olivetano, feudatario di Aradeo. La colonna, di fattura locale, presenta un basamento con fusto, alla sommità del quale vi è un capitello corinzio su cui poggia la statua del Santo che regge ilVangelo. Il monumento godette per circa un secolo del diritto d'asilo di cui poteva beneficiare chiunque fosse perseguito dalla legge, qualora fosse riuscito ad aggrapparsi alla colonna prima dell'arresto.
La Chiesa matrice di Aradeo è la Chiesa parrocchiale di San Nicola Vescovo, consacrata al culto nel 1961. Altra importante costruzione è il palazzo baronale Tre Masserie, che risale al XVI secolo e successivamente ampliato nel 1655. Vi è anche un teatro intitolato a Domenico Modugno.